Asma bronchiale e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono le malattie respiratorie ostruttive di maggiore rilevanza epidemiologica. L’asma - malattia infiammatoria cronica delle vie aeree - è caratterizzata da ostruzione bronchiale di solito accessionale e reversibile (spontaneamente o in seguito a terapia) che può però divenire permanente. È una delle malattie respiratorie croniche più frequenti che però rimane ancora diffusamente sottostimata; ha una prevalenza di circa il 7% nella popolazione generale italiana e condiziona pesantemente l’attività lavorativa, il rendimento scolastico e lo stile di vita di chi ne è affetto. Non guaribile ma ben controllabile nella maggioranza dei casi con i farmaci a disposizione, può divenire molto grave in una piccola ma significativa percentuale di soggetti assumendo caratteristiche cliniche e funzionali simili alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). 

La BPCO è una frequente malattia prevenibile e trattabile caratterizzata da una persistente limitazione al flusso aereo (ostruzione bronchiale), solitamente evolutiva con progressivo peggioramento della dispnea e delle condizioni generali di salute. La BPCO è una delle principali cause di morbilità che in Italia colpisce tra l’8 e il 12% della popolazione adulta; è anche una delle principali cause di mortalità a livello mondiale provocando ogni anno nel mondo 3 milioni e 280 mila morti (pari al 5,8% dei decessi per tutte le cause), destinata in prospettiva a diventare la terza causa di morte nel mondo entro il 2030. Le malattie respiratorie ostruttive, asma e BPCO, sono anche un importante costo economico e sociale costando al SSN circa 14 miliardi di euro all’anno. 

In ragione di tutte queste considerazioni appare evidente come il MMG sia chiamato a sostenere il carico assistenziale di questi pazienti, numerosi, sempre molto complessi in ragione delle caratteristiche della patologia e delle frequenti comorbidità. Questo richiede un appropriato percorso di aggiornamento costante che porti all’acquisizione (ed alla certificazione) delle conoscenze e delle competenze necessarie per sostenere la gestione ambulatoriale e domiciliare di questi pazienti, dalla fase di screening, alla diagnosi clinica e strumentale di primo livello, alla scelta dei farmaci, al controllo nel tempo ed all’educazione alla correzione dei fattori di rischio e degli stili di vita scorretti. Il tutto finalizzato alla tutela della salute di questi soggetti, all’eventuale supporto ai colleghi operanti nelle forme associative, ad un’ottimale collaborazione con i livelli specialistici a cui demandare esclusivamente le condizioni di maggiore complessità e, non ultimo, al razionale utilizzo delle risorse del SSN.

Ultime modifiche: giovedì, 10 settembre 2026, 15:37